SPETTACOLI


Fari nella nebbia
testo menzione speciale della giuria al 50° Premio Riccione


testo e regia Vincenzo Manna 
interpreti Silvia Benvenuto, Daniele Parisi, Federico Brugnone, Gabriele Bajo, Giorgio Regali, Duné Medros, Barbara Ronchi, Andrea Vellotti, Sofia Pulvirenti 
luci Camilla Piccioni 
oggetti di scena Vincenzo Manna 
costumi Giulia Della Valle 
foto Paolo Sasso 
documentazione video Marco Giallonardi  
grafica Francesco Chiacchio e Nexine 
ufficio stampa 369gradi  
produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e Cassepipe Compagnia





"Fari nella nebbia" è uno spettacolo liberamente ispirato all' "Ur-Faust" di J. W. Goethe. Cosa rimane nella società contemporanea di uno dei miti fondanti della cultura occidentale? Ha ancora senso mettere in scena oggi le tematiche, i personaggi, le situazioni create da Goethe agli inizi del XIX secolo? L'allestimento è una rilettura in chiave moderna del mito. Faust è diventato Fausto, un uomo qualunque, la caricatura grottesca dell'ideale mitico della tradizione; nell'universo di "Fari nella nebbia" non c’è nessun Dio, né nessun Lucifero, l'uomo ha definitivamente avvilito sé stesso e il mondo dove vive. Tutto è andato perso, intelligenza, conoscenza, spiritualità. All'uomo rimane solo la ricerca del senso più semplice di una vita: l'incontro con una donna.









Hansel e Gretel
spettacolo vincitore del Premio Scenario Infanzia 2010 e miglior spettacolo al Festival internazionale I Teatri del Mondo 2012 


testo e regia Vincenzo Manna 
interpreti Federico Brugnone, Elisa Gallucci, Maria Grazia Laurini, Daniele Parisi, Gaia Termopoli 
luci Javier Delle Monache 
oggetti di scena Vincenzo Manna/Laura Rhi Sausi 
costumi Laura Rhi Sausi 
foto Simone Memè 
documentazione video Mario Raoli 
grafica Alessandra Franciosini 
produzione Florian Teatro Stabile di Innovazione di Pescara/Associazione Scenario





Hänsel e Gretel è una fiaba raccolta e pubblicata per la prima volta dai fratelli Grimm nel 1812. E’ una delle fiabe più note di tutti i tempi e che ha avuto più fortuna, tanto da essere, ancora oggi, una delle storie più lette e raccontate al mondo. Hansel e Gretel narra una storia molto cruda e, per certi versi, efferata. Ma è nella natura della fiaba estremizzare e polarizzare i ruoli e presentare personaggi feroci e personaggi positivi che lottano gli uni contro gli altri senza mezzi termini. L'unicità di Hansel e Gretel è che i cattivi non sono lupi, e i buoni non sono principi azzurri. In Hansel e Gretel i cattivi sono dentro casa, sono i genitori che, di fronte alle difficoltà che la vita gli pone davanti, incapaci di trovare soluzioni, abbandonano i figli al loro destino. Quale fiaba racconta meglio la modernità e i piccoli eroismi quotidiani che tutti noi dobbiamo compiere per sopravvivere? 









On Winnie



testo e regia Vincenzo Manna 
interpreti Eugenia Rofi, Nicolò Scarparo 
costumi Friederick Sandaloe
sarta di scena Maara
oggetti di scena Cassepipe Compagnia 
disegno luci Javier Delle Monache 
musiche Gino Paoli
assistente alla regia Giorgio Pardo

spettacolo realizzato con il patrocinio di Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"





On Winnie nasce da un esercizio drammaturgico su Happy Days di S. Beckett: immaginare la vita di personaggi teatrali celebri al di fuori del testo che li ha resi tali. On Winnie racconta la storia di Willie e Winnie, trentenni, appena arrivati nel deserto dove trascorreranno il resto della loro vita. Il mito della coppia felice nonostante tutto, un dialogo carico di tensione e di elementi tragicamente comici, un attento lavoro sulla maschera facciale e corporea. On Winnie mette in scena una danza di gesti e parole che sembra non avere fine, se non nel primo e nell’ultimo respiro che segna l’inizio e la fine dello spettacolo (e di ogni cosa).








Peau!
coproduzione Teatro di Roma e 369gradi


testo e regia Vincenzo Manna
interpreti Luca Bondioli, Mariagrazia Laurini, Federico Brugnone
costumi e oggetti di scena Laura Rhi Sausi
disegno luci Javier Delle Monache
assistente alla regia Martina Rigoni
foto Simone Memè
locandina Alessandra Franciosini
organizzazione e distribuzione Daniele Muratore
produzione Teatro di Roma
produzione esecutiva 369gradi
comunicazione Benedetta Boggio





PEAU! è una rilettura in chiave moderna di "Peau d'ane" ("Pelle d'asino") una fiaba di Charles Perrault. È uno dei racconti meno conosciuti dello scrittore di "Cappuccetto Rosso" ma, ciò nonostante, è dotato di enorme fascino, perché sintetizza, in modo assolutamente originale, alcune delle tematiche tipiche delle sue fiabe più celebri: la malattia e la morte di uno dei genitori, la scoperta della sessualità e del proprio aspetto esteriore, la malizia usata come uno strumento per la conquista della libertà. "Pelle d'asino" mette l’accento sulle passioni e sui sentimenti più intimi che sono alla base delle relazioni tra uomo e donna. Tre soli attori in scena, pochi oggetti dal forte valore simbolico, azioni fisiche spettacolari e suggestive, PEAU! evoca metaforicamente un mondo dall'opulenza plastificata, attraverso una narrazione scandita dal rapido susseguirsi di scene secondo modalità mutuate dalla soap opera. Il tutto concertato nei minimi dettagli, per restituire la magia e la meraviglia di una storia che ci svela la miseria e la bellezza dell’animo umano.







La porta
spettacolo vincitore dell'Area Festival e selezione ufficiale del PlayArezzo 2009


testo e regia Vincenzo Manna
interpreti Giorgio Regali, Gabriele Bajo, Silvia Benvenuto
costumi e oggetti di scena Cassepipe Compagnia
disegno luci Friederick Sandaloe





Victor e Bruno, due colleghi di lavoro, si ritrovano in una stanza senza porte né finestre. Non riescono a ricordare come ci siano finiti dentro. I bisogni primari come il mangiare e il bere sono presto urgenze irrinunciabili. Quando la spossatezza fisica e l’inedia arrivano al limite della sopportazione, un vassoio contenente del cibo compare misteriosamente dentro la stanza. Victor e Bruno si sfamano. Di lì a poco, come il vassoio, anche una ragazza di nome Anna, col ventre gonfio perché incinta, li raggiunge. Victor e Bruno accolgono con diffidenza l’ingresso di un estraneo nel loro nuovo “habitat” ma, col crescere della confidenza e con la convinzione di condividere un comune destino, instaurano con lei un rapporto che li conduce alla conoscenza dei rispettivi drammi esistenziali.







La storia di Ronaldo il pagliaccio del McDonald


testo Rodrigo Garcia
regia Vincenzo Manna
interpreti Giorgio Regali, Gabriele Bajo, Nicolò Scarparo
costumi e oggetti di scena Cassepipe Compagnia
disegno luci Friederick Sandaloe





"Avevo degli amici in Danimarca. Dovevo prendere un treno alle due di mattina per andare a Copenaghen ma sono arrivato troppo presto in stazione. Allora, mi sono messo a cercare un bar per mangiare qualcosa. Mi sono infilato in una stradina stretta e sono arrivato di fronte a un bar pieno di ubriachi che hanno iniziato a rompermi le palle. Mi sono spaventato, e sono tornato per strada. Ho trovato un McDonald. C'era una guardia sulla porta. Mi sono detto: qui mangio al sicuro. Sono entrato. Sono stato bene. Il cibo era gustoso ed economico. Da quel giorno ho capito che i McDonald sono una cosa molto importante per me". G. W. Bush, Paris Hilton, l'Happy Meal. Sulle note di J. S. Bach va in scena la grottesca educazione sentimentale di tre giovani che si preparano alle difficili battaglie che la vita gli metterà di fronte.